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sabato 12 marzo 2011

Sicilia. Al via la formazione Inail alla sicurezza per i dipendenti della regione


corso di sicurezzaL'iniziativa si inserisce nell'ambito dell'accordo per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, stipulato a fine luglio dall'assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici, con l'Inail. Al corso parteciperanno 30 dipendenti della Regione
 
PALERMO - Ha preso il via martedì mattina il primo corso di formazione per responsabile del servizio di prevenzione e protezione, organizzato dal dipartimento della Funzione pubblica e del personale per 30 dipendenti della Regione. L'iniziativa si inserisce nell'ambito dell'accordo per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, stipulato a fine luglio dall'assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici, con l'Inail. Il corso, tenuto da personale specializzato dell'Inail, avrà la durata di 28 ore e sarà il primo di una serie di iniziative formative, a costo zero, rivolte al personale dell'amministrazione regionale.
Oltre ai corsi di formazione, verranno promosse campagne comuni di informazione e promozione della tutela della salute e della prevenzione degli infortuni sul lavoro, azioni di studio, ricerca, e consulenza sui temi della sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento al tema dello stress da lavoro correlato. Grande attenzione anche alla comunicazione con la realizzazione di pubblicazioni sul tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, anche attraverso strumenti di tipo multimediale. In questo contesto è prevista l'implementazione e il consolidamento del sito web della Regione siciliana dedicato alla tematica della salute e sicurezza durante il lavoro. Un altro aspetto che vedrà collaborare la Regione e l'Inail è quello della realizzazione di azioni comuni per la tutela della disabilità.

Inserimento lavorativo dei disabili: al Sud progetti “esemplari”


operatoreSono quelli finanziati dalla Fondazione per il Sud e coinvolgono 69 realtà tra associazioni, pubblico e privato. Oltre 500 i destinatari diretti senza contare le famiglie: 480 disabili psichici e 29 disabili fisici
 
ROMA - L'inserimento lavorativo delle persone con disabilità in Italia ancora oggi non è un obiettivo raggiunto appieno. Ci sono realtà modello ed altre dove si fatica anche a capire cos'è. In certe zone del Sud Italia rappresenta ancora un ostacolo difficile da saltare, dove occorre lavorare in rete coinvolgendo l'intero territorio per fare il balzo decisivo. Ne è convinta la Fondazione per il Sud, un progetto nato a fine 2006 dall'alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore per promuovere l'infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno, che per tale motivo ha deciso di investire con il Bando Socio-Sanitario 2009, in 7 progetti che riguardano specificamente l'inserimento lavorativo di disabili, per un contributo complessivo di oltre 2,4 milioni di euro (in media 346 mila euro per progetto).
Alle diverse realtà che hanno partecipato al bando della Fondazione per il Sud è stato chiesto non solo di lavorare al superamento di un ostacolo, ma di due. Oltre all'inserimento lavorativo, anche quello del lavoro in rete tra associazioni e istituzioni. Il bando ha finora coinvolto 69 tra associazioni, cooperative sociali, istituzioni pubbliche, enti ecclesiastici e soggetti del privato. Ci sono oltre 500 destinatari diretti: 480 disabili psichici e 29 disabili fisici, senza contare le famiglie. I progetti finanziati sono distribuiti tra Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia, in particolar modo nelle province di Salerno, Potenza, Matera, Bari, Brindisi, Cosenza e Siracusa. Tutti i progetti sono stati avviati verso la metà del 2010 e hanno una durata che va dai 12 ai 24 mesi. In generale, le attività realizzate o in corso di realizzazione comprendono due macro tipologie: laboratori e stage o tirocini o borse lavoro che vanno dall'artigianato all'informatica, dalla gestione del verde, alla ristorazione o alla tipografia e molto altro ancora.
Tra i diversi progetti finanziati ad oggi, ce ne sono alcuni "esemplari". Come il progetto "Linea d'ombra" in corso di realizzazione a Matera, in Basilicata e "Articolo 1" a Latiano, in Puglia. Due progetti in cui è stato possibile sperimentare le potenzialità del ‘lavoro di squadra", spesso assente nonostante la consolidata esperienza sul territorio. Sul fronte dell'inserimento lavorativo, per esempio, sono proprio i partner istituzionali ad indicare quali realtà imprenditoriali hanno bisogno di progetti di inserimento per rientrare nei termini stabiliti dalla legge, oppure quali aziende sono più sensibili al tema per poter avviare collaborazioni di borse lavoro o tirocini. Non mancano poi le idee originali. Come quella del "marchio di qualità sociale", proposto nel progetto Linea d'Ombra di Matera per riconoscere le aziende più sensibili al tema, oppure l'istituzione di un vero e proprio Osservatorio territoriale, parte del progetto "Articolo 1", che possa far incontrare domanda e offerta di lavoro.

Privacy più tutelata per i disabili che acquistano un'autovettura



Privacy più tutelata per i disabili che acquistano un'autovettura usufruendo dei benefici fiscali. La chiede il Garante prescrivendo ad Asl e concessionarie di limitare il trattamento dei dati sulla salute dei disabili a quelli strettamente necessari. Le strutture sanitarie pubbliche e le commissioni mediche che accertano le varie forme di disabilità dovranno redigere le certificazioni sanitarie, necessarie per l'acquisto di autoveicoli a tassazione agevolata (iva ridotta al 4%, esenzione del bollo ecc.), indicando solo i dati personali effettivamente necessari per la concessione delle agevolazioni fiscali di legge. Giro di vite anche per i concessionari di autoveicoli che dovranno trattare solo dati indispensabili per istruire la pratica di acquisto da parte di un disabile e dovranno conservare i dati per eventuali controlli non oltre i limiti di prescrizione dei diritti e di conservazione delle scritture contabili. I concessionari, inoltre, dovranno fornire ai disabili un'informativa completa sulla raccolta e uso dei loro dati, e dovranno indicare espressamente che le informazioni fornite, anche quelle sulla salute, potranno essere comunicate alle officine autorizzate nel caso siano da apportare eventuali adattamenti sui veicoli acquistati. In quest'ultima ipotesi il concessionario dovrà anche acquisire il consenso dell'acquirente. Trascorsi dieci anni i dati personali, compresi quelli sanitari, se non sussistono altre esigenze di conservazione (es. controversie giudiziarie pendenti) dovranno essere distrutti, cancellati o trasformati in forma anonima. Considerata inoltre, l'ampiezza e la delicatezza delle informazioni trattate l'Autorità raccomanda a concessionari, imprese e officine autorizzate di adottare adeguate misure di sicurezza. Le pratiche dovranno essere collocate in locali opportunamente protetti da intrusioni indebite e l'accesso alle informazioni dovrà essere consentito solo al personale autorizzato. Se i dati vengono trattati elettronicamente dovranno essere previsti adeguati sistemi di autenticazione e autorizzazione. Il provvedimento (di cui è stato relatore Giuseppe Fortunato) fa chiarezza su alcune problematiche presentate al Garante da Federauto in un settore in cui circolano quantità sproporzionate di documenti e dati delicatissimi, molti dei quali non indispensabili e spesso consegnati spontaneamente dagli stessi disabili.

NUOVE FRONTIERE SMARTPHONE: ESAMI DEL SANGUE E SICUREZZA DEI CIBI IN PALMO DI MANO


i-phoneDagli Stati Uniti lo strumento per le analisi del sangue e dalla Germania quello per controllare le uova alla diossina

Dall'Università del Rhode Island, negli USA, una novità per velocizzare gli esami del sangue: potranno essere eseguiti con una semplice puntura; grazie ad un apparecchio costituito da un sensore e da un lettore, in soli 30 minuti si potranno avere i risultati degli esami. I pazienti non dovranno più attendere per diversi giorni i risultati dei test e il tutto potrà avvenire anche tramite uno smartphone.

Ma come funziona la procedura di analisi? "Una goccia di sangue prelevata tramite un piccolo ago - ha spiegato Mohammad Faghri, professore di ingegneria meccanica e ricercatore capo del progetto - viene posta su una cartuccia di un polimero plastico più sottile di una carta di credito, che viene a sua volta inserita in un biosensore grande come una scatola da scarpe contenente uno spettrometro in miniatura e una micro-pompa. Il sangue passa attraverso la cartuccia in piccoli canali grandi 500 micron verso un sito di rilevamento dove reagisce con i reagenti precaricati, consentendo al sensore di rilevare i biomarcatori delle malattie". Il tutto racchiuso in un congegno grande quanto una scatola di scarpe.
"Il prossimo passo - ha spiegato ancora Faghri - è quello di ridurre ulteriormente le dimensioni del sensore per poterlo integrare in un normale smartphone, utilizzando poi la potenza di calcolo del telefono per elaborare i dati e le funzioni wireless per inviare direttamente l'esito degli esami al medico".

Il sensore ha ancora un costo elevato, 3.200 dollari, ma ogni test costa appena 1 dollaro e mezzo, che è il valore della cartuccia di plastica e dei reagenti. Il sistema può essere settato per scoprire numerose malattie, dall'Alzheimer ai più virulenti virus, come Aids, Epatite B, Influenza A.

Nel frattempo in Europa, sull'onda della preoccupazione legata allo scandalo della diossina in Germania, un'azienda tedesca ha ideato un'applicazione per gli smartphone che permette, digitando il codice di un uovo, di sapere in tempo reale se è contaminato o meno. "Digitate sul vostro telefono il numero di riferimento che si trova sull'uovo e saprete in tempo reale se è contaminato o no", ha detto all'AFP Martin Scherer della Barcoo. Le autorità tedesche hanno pubblicato una lista di numeri di serie di prodotti agricoli potenzialmente contaminati e un'altra lista di prodotti sicuri: "Abbiamo un elenco positivo e uno negativo", ha assicurato Scherer. Il software permette anche di sapere se l'uovo è di agricoltura biologica o no. Se è bio non ci sono rischi di contaminazione perché lo scandalo coinvolge prodotti in cui sono stati usati grassi alimentari per animali.

lunedì 7 marzo 2011

DIRITTI DEI DISABILI: L'ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITA' HA AGGIORNATO LA GUIDA

 
 
bilanciaDa oggi il testo è anche in inglese!

La guida "Dai diritti costituzionali ai diritti esigibili" è aggiornata e ora disponibile anche in lingua inglese, grazie alla collaborazione tra il Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità e le Associazioni Crescere - Bologna e Prader Willi - Calabria.

Tra le novità e gli ampliamenti presenti nella guida 2011, ci sono le normative riguardanti i Disturbi Specifici dell’Apprendimento ma anche le norme di riordino del SSN, le nuove leggi sui permessi e sulla sede di lavoro, nonché i dati sulle pensioni 2011.

Da oggi, inoltre, è possibile consultare le normative indicate sia nella versione "vigente" sia nella versione che presenta il testo originale con i successivi aggiornamenti.

Nell’ottica dell’inclusione, infine, la versione in lingua inglese consentirà anche agli stranieri di "conoscere" i diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari.

Per combattere le malattie rare (le patologie che colpiscono non più di 5 persone su 10000, in Europa) sono dunque essenziali anche informazioni giuridiche: la guida è uno strumento prezioso per le persone con disabilità e i loro familiari, per gli operatori sanitari, i giuristi, i lavoratori del settore scolastico e in generale per chiunque abbia a confrontarsi con questo mondo.

Dal diritto alla salute al riconoscimento dell’invalidità, dall’istruzione al lavoro, dall’esenzione ticket ai benefici fiscali, la guida "Dai diritti costituzionali ai diritti esigibili" presenta in 10 capitoli, sinteticamente ma al contempo in modo dettagliato, i diritti della persona disabile e la normativa in vigore per renderli concretamente esigibili, un quadro dunque necessario di continui aggiornamenti.

Si tratta di una guida ipertestuale: ciascun capitolo inizia con l’indice dei paragrafi in cui è suddiviso e le leggi di riferimento, cui segue con una breve trattazione esplicativa e si conclude con l’indicazione di un sito istituzionale e di una guida o la presentazione del tema trattato.


Domenica Taruscio

Istituto Superiore di Sanità
Via Giano della Bella, 34
00161 - Roma (I)
Telefono: 06 4990 4017
Fax: 06 4990 4370
taruscio@iss.it

sabato 12 febbraio 2011

Invalidità, "dall'Inps ritardi e problemi": la protesta delle associazioni

mani alzate in segno di protestaCiechi costretti a togliesi le protesi, tetraplegici invitati ad alzarsi: denunciate "segnalazioni che rasentano la follia". L'Unione ciechi annuncia una class action contro l'Istituto e una manifestazione di protesta, la Fish segnala lacune e ricorda che "senza le certificazioni, attese per mesi, le persone con disabilità non possono accedere a nessun beneficio". Ma secondo l'Inps molte responsabilità sono delle Asl
ROMA - Anziani più volte chiamati ai controlli, ciechi costretti a togliesi le protesi per dimostrare la propria cecità, tetraplegici invitati ad alzarsi dai medici per testare il livello di disabilità. L'Unione italiana ciechi torna a denunciare la "ferocia dei controlli Inps"per la verifica delle invalidità in una conferenza stampa oggi a Roma, in cui sono state annunciate anche una class action contro l'Istituto di prevenzione e una manifestazione di protesta. "In uno stato di diritto - afferma Tommaso Daniele, presidente della Uic- è un impegno importante scovare i falsi invalidi perché queste persone danneggiano prima di tutto gli invalidi veri: oltre a truffare lo Stato e contribuire a creare un clima di sospetto, ogni falso cieco che prende soldi li toglie a uno vero. Per questo da sempre siamo impegnati con l'Inps a collaborare attivamente. Ma ci stanno arrivando segnalazioni che rasentano la follia".
Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum, ha sottolineato l'importanza di combattere non solo i falsi invalidi ma "anche chi attesta il falso". "Solo se si comincia a colpire medici compiacenti si può risolvere il problema"aggiunge. Secondo Landi l'Inps deve fare una duplice azione di controllo, verso il personale medico e verso i pazienti, ma le verifiche devono comunque essere "dignitose". Il segretario dell'Adiconsum ha poi lanciato l'ipotesi dell'azione collettiva che, sottolinea, "non prevede risarcimenti ma una negoziazione con l'Istituto per rimuovere il problema". Landi  ha poi spiegato che dopo la diffida all'organismo responsabile, tramite la class action, si prevedono 90 giorni di tempo per rimuovere il problema, dopodiché l'azione passa al Tar. "Ma mi auguro che non si debba arrivare a questo", ha concluso. Sul banco degli imputati, per la ferocia di alcune visite, anche i medici. "Un medico che si comporta così deve essere radiato- afferma Filippo Cruciani docente di oftalmologia presso l'università La Sapienza-. Il problema della certificazione è enorme, l'Inps non riesce a dare linee guida a cui attenersi e la situazione si ripercuote sul disabile. Chi fa le certificazioni ne deve essere responsabile fino in fondo".

I PRODOTTI DI GUANELLARTE SBARCANO IN ITALIA

 
 
 
logo guanellarteIl ricavato di queste iniziative permette il finanziamento dei laboratori del Centro

Arrivano in Italia i prodotti di Guanellarte, la marca ideata dai guanelliani in Colombia per dare visibilità e dignità ai prodotti realizzati dagli oltre 70 ragazzi con diverse abilità accolti presso il Centro di Educazione e Riabilitazione don Luigi Guanella di Bucaramanga.

"Guanellarte - spiega il direttore del Centro, P. Cosimo Pedagna - nasce tre anni fa con l'obiettivo di dare dignità e la possibilità a queste anime speciali di esprimere ciò che sono e sentono".

Sei i laboratori (panetteria, mani creative, pittura, candele, ricamo, falegnameria) - che diverranno 8 il prossimo anno - attivati per valorizzare le capacità dei giovani dai 16 ai 40 anni, provenienti dalla città e dintorni e accolti in modalità diurna nel centro guanelliano.

Tra i prodotti, di qualità e particolare rifinitura, orecchini, collane, borse, sciarpe, portachiavi, bracciali, oggetti in vetro, candele artistiche e profumate, tovaglie, tutti contraddistinti da un apposito logo, con l'indirizzo del centro ed un messaggio: "vogliamo costruire un mondo in cui tutti abbiano un posto, in cui la disabilità sia una risorsa e ci siano pari opportunità per tutti".

Costo dei manufatti dai 50 centesimi ai 30 euro, per prodotti di particolare fattura come tovaglie ricamate e pitturate a mano o lavori in legno. Attualmente i prodotti vengono presentati e venduti nei paesi vicini al Centro tramite le fiere artigianali, con il posizionamento nella piazza principale della città di 6 stand, uno per ogni laboratorio, e l'aggiunta di un palco per permettere ai ragazzi di completare la loro espressione con danze e canti, con l'obiettivo di tentare di incidere nel cambiamento di mentalità della gente. "Il ricavato di queste iniziative - sottolinea P. Pedagna, originario di Gaeta - permette il finanziamento dei laboratori ma al momento non un riconoscimento economico ai ragazzi". Per questo Guanellarte vuole tentare altre vie: la distribuzione in Italia, tramite partner interessati alla distribuzione.


In questo video li prodotti presentati all'interno della trasmissione MENTRE di TV2000

INFO:

Dott. Izzo Paolo
Tel. 06.4116950
E-mail mailto:paolo.izzoo@gmail.com

martedì 8 febbraio 2011

AUTISMO: A COSA FARE ATTENZIONE PRIMA DELLA GRAVIDANZA

Maggiormente a rischio anche i bambini nati prematuri e/o sottopeso

Alla ricerca delle cause dell'autismo, gli scienziati stanno focalizzando la loro attenzione non sono sulla genetica, ma anche sul periodo di gravidanza. Complicanze durante la gravidanza e gravidanze portate a termine in madri non più giovani sembrano infatti essere le cause dell'aumento dei fattori di rischio per l'autismo. Tre recenti studi hanno evidenziato l'incidenza sullo sviluppo di autismo di tre fattori in particolare: l'età della madre, la distanza tra le gravidanze e la presenza di malattie autoimmunitarie nella madre.

L'ETÀ DELLA MADRE - Uno studio apparso sul British Journal of Psychiatry ha evidenziato come in nove casi su tredici presi in considerazione dimostrino che l'aumento di sviluppo di sindrome autistica da parte del feto aumenta proporzionalmente con l'aumentare dell'età della madre. Il rischio è risultato essere superiore del 27% tra le donne comprese tra i 30-34 anni di età rispetto alle madri di età compresa tra i 25 ed i 29 anni, e, se si compara il rischio tra le donne di 30 anni con quelle superiori a 40 il rischio è praticamente il doppio.
Anche l'età del padre sembra però incidere sfavorevolmente, il rischio di insorgenza di autismo aumenta infatti del 5% ogni quattro anni, a partire dai 30 anni.
Le ragioni biologiche di ciò non sono ancora chiare, ma molti scienziati sospettano che possano concorrere anomalie cromosomiche che si sviluppano nelle uova delle donne più anziane così come nello sperma maschile.

GRAVIDANZE RAVVICINATE - Secondo una ricerca della Columbia University, diretta dal dottor Keely Cheslack-Postava e pubblicata sulla rivista Pediatrics, le coppie dovrebbero lasciar trascorrere almeno un anno prima di tentare una seconda gravidanza perché minore è la differenza di età tra fratelli e più alto sarà il rischio che il secondogenito sia un bambino autistico. Quando l'intervallo di tempo tra un parto e l'altro è di un anno o poco più, infatti, il fratello minore ha addirittura il triplo delle possibilità di soffrire di autismo. Per i fratelli nati a 12 mesi l'uno dall'altro la percentuale di rischio è pari al 3,4, se la distanza tra le due gravidanze aumenta fino a 23 mesi si scende all'1,9 fino ad arrivare all'1,2 in caso di divari superiori ai due anni.
Gli studiosi ipotizzano che ciò possa dipendere dallo stato di salute della madre: l'organismo delle donne incinte infatti consuma in eccesso una serie di sostanze nutrienti quali la vitamina B, ferro e in particolare l'acido folico. Se la seconda gravidanza è troppo ravvicinata queste sostanze non hanno il tempo di ri-accumularsi nell'organismo in quantità sufficienti e questo aumenterebbe le possibilità che il secondo figlio sia affetto da autismo.

MALATTIE AUTOIMMUNITARIE - Secondo uno studio pubblicato sempre sulla rivista Pediatrics, i bambini di madri che hanno malattie autoimmunitarie come il diabete di tipo 1, l'artrite reumatoide e la celiachia hanno un rischio tre volte maggiore di nascere autistici. I ricercatori del Dipartimento di Salute Mentale alla Bloomberg School of Public Health della Johns Hopkins University hanno lavorato su un campione di 3.325 bambini danesi con diagnosi di autismo rilevando che i bambini le cui madri avevano malattie del sistema immunitario risultavano 1,5 volte maggiormente a rischio se la madre era affetta da diabete, di 2 volte superiore nel caso di madre con artrite reumatoide e ben 3 volte più a rischio nel caso di madre celiaca.
Tra le cause possibili è stato evidenziato il fatto che l'interazione potrebbe essere associata alle malattie di per sé, oppure potrebbe derivare dal fatto che i geni associati alle malattie autoimmunitarie e quelli associati all'autismo siano vicini l'uno all'altro, oppure ancora che il disturbo immunitario influisca sulla qualità della gravidanza. Potrebbe anche trattarsi, dicono gli scienziati, del fatto che i bambini nati sottopeso o prematuramente sono più a rischio di autismo, e, dato che tra le donne affette da malattie del sistema immunitario i parti prematuri e sottopeso sono più comuni, questo potrebbe contribuire ad alzare i fattori di rischio.



INFO:

AUTISMO ITALIA


ASSOCIAZIONE NAZIONALE GENITORI SOGGETTI AUTISTICI ONLUS

BANCA DATI AIAS PIAZZA ARMERINA

Visitate la banca dati nel sito dell'AIAS di Piazza Armerina. Strutturata per aiutare noi disabili a conoscere i luoghi dove possiamo essere sicuri di muoverci in perfetta autonomia. Se avete delle proposte per migliorare il sito contattatemi . Mi raccomando non fate finta di niente, diamo una spinta a questa cittadina per renderla migliore e accessibile a tutti.

link banca dati: http://www.aiasarmerina.org/index.php?option=com_content&view=section&id=5&Itemid=131

lunedì 7 febbraio 2011

"Il pregiudizio sociale è un' economia della mente che diventa un' avarizia del cuore"