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martedì 26 aprile 2011

GESU' SU SEDEA A ROTELLE

IL PRESEPE DELLA PASSIONE”…e se Gesù fosse stato su sedia a rotelle ? 2011-04-13 In questo periodo i giovani disabili che frequentano il Centro Diurno del C.S.R. – A.I.A.S. armerino si dedicano alla realizzazione di oggetti e disegni raffiguranti il tema pasquale e la passione  di Cristo. L’allestimento a Piazza Armerina nella chiesa Anime del Purgatorio, in Via Umberto, del “ Presepe della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù”
ha consentito di organizzare una visita per aiutare i ragazzi a comprendere meglio il tema delle loro realizzazioni. I disabili, accompagnati e guidati dal responsabile, dagli operatori e da qualche familiare, si sono soffermati ad ammirare il presepe che in un affascinante percorso nella Palestina fa rivivere la Vita di Cristo dal Battesimo alla Resurrezione e all’ingresso a Gerusalemme. I ragazzi hanno osservato ogni scena del presepe con emozione, dimostrando grande interesse alle spiegazioni di Riccardo Saitta, presidente regionale del C.EUR che ha organizzato e allestito il Presepe, al quale vanno ringraziamenti particolari per la splendida iniziativa degna di essere valorizzata.
Purtroppo dobbiamo registrare anche una nota negativa, come spesso accade, si pensa poco alle persone disabili, la chiesa non è priva di barriere architettoniche “ Noi abbiamo voluto visitarlo con tutti i nostri ragazzi, anche quelli su sedie a rotelle”, e non è stato facile entrare in carrozzella, dice Lorenzo Naso, responsabili del locale AIAS CSR, “e se Gesù fosse stato su sedia a rotelle ?. . . . ”
Si coglie, inoltre,  l’occasione per sottolineare che le iniziative a favore dei disabili, anche una semplice visita del presepe, sono possibili grazie ai contributi volontari che l’AIAS riceve con le offerte in memoria dei defunti  e le donazioni del 5 per mille.


II Museo Tattile di Varese


La via percettiva attraverso il tatto è preclusa in quasi tutti i musei del mondo anche se, non solo l'osservazione tattile rappresenta il principale canale di conoscenza per i non vedenti, ma costituisce anche un allargamento delle modalità di fruizione e di conoscenza dell'arte e della realtà, per tutti coloro che dispongono del senso della vista.

Il Museo Tattile, su ispirazione dell'Unione Italiana Ciechi - Sezione di Varese, nasce quindi da questa considerazione, ponendosi l'obiettivo di promuovere una conoscenza senza barriere, grazie anche al supporto di progetti di alto livello didattico e sociale capaci di farlo essere in tal modo un punto di riferimento per vedenti e non vedenti attraverso la proposta di una articolata serie di percorsi di apprendimento multisensoriale.
Il principio sul quale il Museo Tattile Varese si basa è che toccare dei volumi e avere modo di scoprire delle nuove modalità di conoscenza attraverso le proprie mani, costituisce un'esperienza non solo sensoriale di straordinario interesse (tanto per vedenti che per non vedenti), ma rappresenta senza dubbio una nuova e più approfondita modalità per accedere ad una più vera e completa conoscenza del mondo.
II Museo Tattile Varese si propone come ampliamento e prolungamento ideale dei Musei Tattili di Madrid e di Ancona, dedicandosi non tanto agli approfondimenti relativi alla studio
ed alla comprensione della scultura (che è appunto una peculiarità degli altri due musei), quanto piuttosto alla conservazione di una serie di modelli che consentano la fruizione attraverso il tatto di elementi, particolari, strutture della storia dell'arte, dell'architettura, dell'archeologia, della geografia, del territorio, ed in generale della realtà intesa nella sua accezione più generale.
E' evidente come Il Museo Tattile Varese sia quindi dedicato non solo a chi non può misurarsi con la luce e l'immagine, ma anche a tutti coloro che con la luce e con l'immagine si rapportano ogni giorno, proponendosi di 'rivelare' a tutti le infinite possibilità della percezione, e diventando una sorta di enciclopedia tridimensionale da sfogliare con le mani, capace di raccontare a tutti il mondo in una modalità più comprensibile e più esaustiva. In questo senso, l'esperienza di 16 anni del Museo Omero di Ancona, che è oggi un Museo statale che viene mediamente visitato da 30.000 persone all'anno, appare significativa nel chiarire come la tattilità rappresenti davvero un valore aggiunto di straordinaria portata.
Il Museo Tattile Varese, viene diviso in sezioni, costituite da: la storia dell'architettura, particolari architettonici, modelli geografici, i modelli archeologici, 'guide turistiche' tridimensionali, le vie d'acqua e i mulini.
La storia dell'architettura
Una parte del Museo Tattile Varese di particolare suggestione tattile e visiva è rappresentata dalla sezione dedicata ai modelli che riproducono esempi significativi di edifici, chiese, monumenti, ecc. particolarmente rappresentativi di una 'stagione' e di uno stile della storia dell'arte. Questa sezione, che ospita esempi di tutte le epoche della storia dell'architettura, costituisce uno straordinario strumento di conoscenza per i non vedenti che sono messi in condizione di rapportarsi con gli 'spazi' strutturali e architettonici degli edifici, e diviene anche importante strumento di didattico per i vedenti, che sono messi in condizione di arrivare ad una comprensione di strutture e di linee altrimenti più difficilmente conoscibili.
Particolari architettonici
La storia dell'arte è composta da opere scultoree, pittoriche, architettoniche e da infrastrutture che si legano in diversa natura al territorio nel quale sono inserite. Questa sezione del Museo Tattile completa quella dedicata alla storia dell'architettura, con una serie di modelli che riproducono i differenti particolari architettonici che, non solo fanno parte e definiscono la natura e la collocazione tipologica di un edificio, ma hanno rappresentato nel corso dei secoli l'elemento distintivo di una scuola di pensiero, di uno stile, o il segno di una evoluzione tra un periodo artistico e l'altro. In sostanza la tesi che sta alla base di questa divisione è quella secondo la quale è sì possibile raccontare, dal punto di vista tattile, il gotico lombardo attraverso un modello che riproduca il Duomo di Milano, ma è altrettanto possibile e significativo farlo realizzando da dei modelli tattili di un particolare, quali una guglia, una colonna, un arco a sesto acuto, una volta.
Modelli geografici
Una sezione del Museo Tattile Varese viene dedicata alla geografia, rappresentata attraverso una doppia serie di modelli tattili. La prima serie è costituita da dei modelli che riproducono dei particolari del territorio considerato nella sua forma naturale, quali ad esempio la rappresentazione dell'orografia del terreno, dell'alveo di un fiume, della conformazione di una costa, eccetera. Altri modelli prendono invece in considerazione il territorio nelle sue rappresentazioni 'antropizzate', visualizzando in forma tattile degli esempi di particolare rilevanza, quali: un aeroporto, una stazione ferroviaria, un porto, uno svincolo e un viadotto autostradale, un ponte, eccetera.
Modelli archeologici
L'archeologia è una disciplina che viene senza dubbio conosciuta attraverso l'osservazione e lo studio dei reperti, ma avere la possibilità di conoscere la natura e la struttura di un intero sito archeologico è sicuramente altrettanto rilevante. Il Museo Tattile Varese comprende quindi una sezione dedicata alla rappresentazione tattile - per mezzo di modelli  lignei - di alcuni siti archeologici di particolare rilevanza mondiale. Questo permette una sorta di ricognizione tattile 'in pianta' delle più importanti civiltà del passato, delle quali nel corso dei secoli siano stati recuperati i resti. Per esempio: le Piramidi d'Egitto, Pompei, Machu Picchu....
Guide turistiche tridimensionali
La visita di una città d'arte è, il più delle volte, guidata da una conoscenza, anche superficiale, della sua pianta e della sua viabilità. Viene quindi dedicata una sezione del Museo a dei modelli tattili che abbiamo definito 'turistici', modelli che abbiano cioè la funzione di spiegare in forma tattile e volumetrica la pianta di alcune delle principali città d'arte della Regione Lombardia, italiane ed europee, così da facilitarne, attraverso la conoscenza preliminare degli spazi urbani, le successive visite. Caratteristica saliente di questi modelli è la semplificazione dei centri storici nelle loro direttrici più importanti e la presenza di indicazioni in braille sugli edifici di maggior rilievo e sulle arterie principali.
Le vie d'acqua e i mulini
II territorio della provincia di Varese è costellato di mulini. Alcuni sono oggi in disuso, altri invece hanno subito una perfetta ristrutturazione non solo della struttura architettonica, ma anche dei meccanismi. Proprio con riferimento a questa particolarità del territorio trovano posto nel Museo modelli tattili di mulini, così da consentire non solo la conoscenza della struttura degli edifici, ma soprattutto la comprensione dei meccanismi di funzionamento. A questi sono affiancati dei modelli delle vie d'acqua e dell'idrografia artificiale che nell'area ha reso e rende possibile il funzionamento dei mulini stessi.
Dedalo multisensoriale
All'esterno del Museo Tattile Varese verrà realizzata un'installazione permanente destinata ai visitatori vedenti che - ospitata all'interno di una serie di container - rappresenterà una sorta di 'dedalo multisensoriale' nel quale i visitatori potranno scegliere di raggiungere l'uscita basandosi sulla sola vista e incontrando delle difficoltà dettate dall'utilizzo di una serie di luci 'ingannevoli', o potranno invece farsi guidare dagli input sonori e tattili che li accompagneranno invece con facilità lungo tutto il percorso. Obiettivo di questo dedalo sarà quello di dar vita ad una emozione esperienziale, sottolineando l'importanza di una fruizione multisensoriale della realtà e la necessità di considerare i sensi cosiddetti 'vicari' (udito, tatto, olfatto e gusto) come un supporto fondamentale al senso primario della vista.
Sito del Museo

"Pregiudizi contro i disabili": la Fish contro la Lega Nord. Che risponde: "Polemiche strumentali"

dito accusatorioControlli alle pensioni di invalidità. Dura nota della Federazione sulla mozione e sulle dichiarazioni del presidente dei deputati della Lega Nord, Marco Reguzzoni: parole fondate su "presupposti falsi, ampiamente infondati, violenti e volgari", degne di essere pronunciate "in stato di ebbrezza" e in "una qualsiasi bettola". La risposta del parlamentare: "Faziosi, la nostra azione non tocca i veri invalidi". E aggiunge: "Siano loro i principali beneficiari delle somme risparmiate"

ROMA - Duro confronto a distanza e franco scambio di opinioni fra la Fish (Federazione italiana superamento handicap) e il gruppo della Lega Nord alla Camera dei deputati sul tema dell'invalidità e dei controlli straordinari effettuati dall'Inps per ridurre il fenomeno dei cosiddetti "falsi invalidi". Da una parte l'accusa, rivolta ai deputati della Lega, di "pregiudizi contro i disabili", dall'altra la risposta di portare avanti "polemiche strumentali e faziose".
LA MOZIONE LEGA NORD - Inizia tutto lunedì scorso, 18 aprile, nell'aula di Montecitorio, con la discussione generale sulle mozioni presentate da vari gruppi parlamentari sui controlli alle pensioni di invalidità. Prendono la parola deputati della Lega Nord, dell'Udc, dell'Idv, del Pd e del Pdl. La mozione della Lega, che viene illustrata in aula da Emanuela Munerato, vede come primo firmatario il presidente dei deputati leghisti, Marco Reguzzoni. Nel testo della mozione si fa riferimento ai dati Inps sulla percentuale delle pensioni revocate in seguito ai controlli Inps e si impegna il governo "ad assumere iniziative dirette a raddoppiare, per gli anni 2011 e 2012, il numero dei controlli nelle regioni ove sono stati registrati i maggiori tassi di revoche" delle pensioni di invalidità, e cioè in Sardegna, Campania, Calabria, Sicilia e Umbria. La mozione impegna il governo anche "a procedere con verifiche fiscali nei confronti dei responsabili delle false attestazioni dei requisiti di invalidità, inclusi i medici compiacenti delle commissioni, effettuando le opportune segnalazioni al fine del risarcimento del danno patrimoniale procurato". Infine, il testo invita ancora l'esecutivo a promuovere "la partecipazione degli enti territoriali al piano di verifiche straordinario, mediante il riconoscimento di una quota percentuale dei risparmi derivanti dalle verifiche effettuate riscossi a titolo definitivo".
REGUZZONI - Il presidente dei deputati leghisti non interviene, come detto, in aula, ma ai giornalisti rilascia alcune dichiarazioni che faranno poi infuriare la Fish. "Noi paghiamo come cittadini italiani - dice davanti alle telecamere (ecco il video) - circa 12 miliardi l'anno per false pensioni di invalidità, come testimoniano i dati dell'Inps sui controlli effettuati, con punte in regioni e province che superano il 60-70 per cento. Dobbiamo assolutamente evitare questa piaga - aggiunge - anche perché si tratta di un assistenzialismo a carico del sistema delle imprese che non può assolutamente più pagare, e a carico anche di tutti i nostri pensionati che vedono in questo modo ridursi le loro pensioni". Da qui la soluzione di "maggiori controlli: deve finire un esempio che è tutto del nostro paese e che non trova riscontro in alcuna parte del mondo: gente che è sanissima e che percepisce da anni laute pensioni". "E' - conclude - rubare un po' a tutti noi".
L'ATTACCO DELLA FISH - La reazione della Fish è durissima. Il presidente Pietro Barbieri utilizza termini per lui inconsueti: "Le affermazioni, già pesanti se pronunciate, in stato di ebbrezza, in una qualsiasi bettola - dice riferendosi alle parole di Reguzzoni - assumono una valenza ancora più grave e razzista provenendo da un parlamentare, vieppiù membro di un partito di governo. E' la riprova che quel pregiudizio (denunciato dalla Fish nei giorni scorsi, ndr) contro le persone con disabilità, i più deboli, i diversi, sta permeando pericolosamente i gangli della nostra società"  e che "bisogna agire, e subito", per un "cambiamento culturale che coinvolga istituzioni e media". Nello specifico, la Federazione, in una nota, parla di "indegna prova" da parte di Reguzzoni e di una mozione che "è infarcita di presupposti falsi, ampiamente infondati, violenti e volgari contro le persone con disabilità e contro le loro necessità". Sui 12 miliardi di spesa che Reguzzoni imputa alle "false invalidità" la Fish fa notare che si tratta di "una cifra talmente insostenibile da coprire di ridicolo lo stesso parlamentare e il suo partito", ricordando che "nemmeno il ministro dell'Economia nei momenti di maggiore enfasi propagandistica si è sognato di avanzare" simili numeri. Anche perché "12 miliardi di euro rappresentano la quasi totalità della spesa per le invalidità civili" e dunque significherebbe che "in Italia le persone con disabilità quasi non esistono". La Federazione critica Reguzzoni anche per essere arrivato "sfrontatamente ad affermare che si tratta di laute pensioni": "Anche qui - afferma la Fish - l'incredulità non può che lasciare spazio allo sdegno, rammentando che la pensione per un invalido totale è di circa 250 euro al mese: quella spesa è un peso, secondo la Lega, per la società, per le aziende e per i lavoratori: ovvio che Reguzzoni ignora, o vuol ignorare, cosa significhi essere disabile oggi, o che cosa comporti avere in famiglia una persona non autosufficiente".
LA REPLICA DELLA LEGA NORD - Contattato da SuperAbile.it, il presidente dei deputati leghisti non si scompone più di tanto davanti alle dure osservazioni della Fish e va dritto per la sua strada: "Si tratta - dichiara - di un attacco strumentale, perché la nostra azione per nulla tocca coloro che sono effettivamente portatori di handicap e quindi hanno il sacrosanto diritto alla pensione di invalidità. Anzi - prosegue - sono proprio i veri invalidi i più danneggiati dai furbi e dai truffatori, poiché è chiaro ed evidente che se le pensioni di invalidità sono basse nel nostro paese più che in altri, lo si deve proprio a questo preoccupante fenomeno delle false pensioni di invalidità". Sull'aggettivo "laute" riferito alle pensioni di invalidità, Reguzzoni non cede: "Confermo che per chi non è per niente invalido, ritrovarsi un assegno mensile rappresenta una lauta prebenda, cui non ha alcun diritto". "E confermo - continua - le cifre e i dati, che derivano da stime Ocse e non certo dalla Lega Nord". La conclusione è un messaggio per il futuro, con un'apertura circa le modalità di utilizzo dei fondi recuperati dai controlli Inps: "Invece di polemiche strumentali e faziose - dice - occorre un impegno di tutti proprio per eliminare fenomeni come le false pensioni di invalidità: e sarei io il primo a sostenere che i principali beneficiari delle somme risparmiate, dovrebbero essere innanzitutto gli invalidi veri".

Campo sportivo inaccessibile per un alunno con disabilità. E l'intera classe rinuncia

un bambino su sedia a ruoteSuccede all'istituto Salvemini di Palermo, dove è in corso una battaglia per la ristrutturazione dell'edificio scolastico e degli spazi sportivi dell'istituto, in modo che siano fruibili anche da parte dei ragazzi disabili. Per solidarietà tutti i compagni di classe scelgono di fare a meno di utilizzarlo. Un episodio che richiama alla mente i buoni esempi di altre due classi, a Catanzaro e a Genova

PALERMO - Per solidarietà tutti i compagni di classe di un ragazzo disabile, al quale è stato negato l'accesso al campetto sportivo, rinunciano ad utilizzarlo in attesa che vengano abbattute le barriere architettoniche. Succede nel campetto sportivo del plesso succursale dell'istituto professionale Gaetano Salvemini, dove l'accesso avviene solo attraversando una scala interna che il loro compagno in carrozzina non può salire. I compagni del ragazzo hanno rinunciato, per il momento, all'uso del campetto accettando la proposta delle loro insegnanti. Per i docenti, infatti, occorre operare una completa ristrutturazione degli spazi sportivi dell'istituto affinché questi possano essere resi fruibili da tutti i ragazzi con disabilità. Anche l'edificio dove ci sono le aule è attualmente in stato di degrado: le scale sono in disuso perché pericolanti, alcune aule transennate dopo gli ultimi interventi di ristrutturazione dell'anno scorso per opera del proprietario dell'immobile. Per avviare i lavori i tempi saranno piuttosto lunghi perché l'immobile utilizzato dalla scuola non appartiene alla provincia ma è in affitto.
Secondo quanto prevede la legge, la manutenzione ordinaria spetta all'ente pubblico, quella straordinaria al proprietario. Ma il proprietario dell'immobile, in questi anni, ha avuto una serie di vicissitudini, tra cui la liquidazione della società. Il gestore giudiziario aveva iniziato un anno fa, su insistenza della provincia, alcuni lavori di manutenzione straordinaria all'interno della scuola che hanno poi subito un interruzione a causa di un nuovo provvedimento giudiziario a carico del proprietario. In questo caso, quindi, la provincia non può intervenire in via diretta ma solo attraverso il Patrimonio e l'Ufficio legale per avviare gli interventi di manutenzione straordinaria anche del campetto sportivo. "In istituto abbiamo un numero cospicuo di disabili - afferma Emma Di Franco, responsabile per le attività di sostegno - a cui dedichiamo numerose attenzioni nell'organizzazione delle iniziative didattiche. Tutte le strutture scolastiche avrebbero bisogno di interventi di adeguamento alle norme antibarriere architettoniche e di una continua manutenzione".
Pur con le dovute differenze, l'episodio di Palermo rimanda alla memoria di altre due recenti vicende che hanno visto protagoniste delle classi con un alunno con disabilità: viste le difficoltà, per quest'ultimo, di partecipare ad alcune attività (o le richieste rivolte in tal senso), il resto della classe si è espresso in modo corale dalla parte del loro compagno, ponendo all'attenzione di tutti il rispetto del suo diritto alla non discriminazione. Il primo caso, eclatante, fu quello di una classe di Catanzaro impegnata in una visita di orientamento formativo in un istituto alberghiero: all'ipotesi che un compagno con sindrome di Down non partecipasse all'iniziativa, tutti hanno espresso la loro contrarietà: "Se non va lui, non vado neppure io". Il secondo caso nei giorni scorsi a Sestri Ponente, in provincia di Genova, dove una classe ha sperimentato la difficoltà di trovare - in tutta la Liguria e il Basso Piemonte - un mezzo turistico adatto al trasporto di un'alunna con disabilità motoria: la gita di tre giorni è saltata per tutti. Neppure presa in considerazione l'idea di realizzarla senza la partecipazione della ragazza. Due episodi, fra i tanti che si realizzano in tutta Italia, che segnalano una presa di coscienza dei diritti delle persone con disabilità, anche se la loro realizzazione pratica, ancora troppo spesso, risulta eccessivamente difficoltosa.

L'Ilo lancia il portale del lavoro dignitoso

una persona che utilizza un pc portatileObiettivo del sito promosso dall'Organizzazione internazionale del lavoro è promuoverne i principi attraverso un approccio sociale: con il blog le ong e le associazioni possono esprimere il loro punto di vista e raccontare esperienze, mentre i costituenti dell'Organizzazione si scambieranno i loro pareri in un forum

ROMA - "Il lavoro dignitoso deve essere qualcosa di più di uno slogan, dovrebbe essere il fulcro delle politiche pubbliche". Lo ha sottolineato Sharan Burrow, segretario generale della Confederazione internazionale dei Sindacati (Ituc) al summit del G20 di Pittsburgh, nel settembre del 2009. Il suo auspicio troneggia oggi sulla home page del nuovo portale lanciato dall'Ilo, un sito interamente dedicato al tema dei diritti dei lavoratori. Il progetto nasce dalla Dichiarazione dell'Ilo sulla giustizia sociale per una globalizzazione giusta del 2008, in cui il concetto di lavoro dignitoso è stato istituzionalizzato. Ma l'idea parte da lontano. Già nel 1999 era stata lanciata l'Agenda del lavoro dignitoso, dove al centro ci sono "le aspirazioni delle persone riguardo la propria vita lavorativa da concretizzare attraverso la possibilità di conseguire un lavoro produttivo e giustamente remunerato, una sicurezza sul luogo di lavoro estesa a ogni forma di protezione sociale, migliori prospettive di realizzazione personale e di integrazione sociale e la libertà di esprimere le proprie rivendicazioni organizzandosi e partecipando alle decisioni che riguardano il proprio futuro".
Un approccio partecipato per diffondere i principi di giustizia sociale. Obiettivo del portale è promuovere e diffondere i principi dell'Agenda attraverso un approccio partecipativo. Grazie al blog presente sul sito, le Organizzazioni non governative (Ong), le associazioni, le fondazioni, le università e tutte le altre entità sociali e culturali che operano in Italia, ma anche nei paesi in via di sviluppo, potranno esprimere il loro punto di vista e condividere le loro esperienze. Inoltre per implementare i contenuti ci sarà la collaborazione costante dei costituenti dell'Ilo, in quanto principali interlocutori e protagonisti dell'azione dell'Organizzazione sia a livello internazionale che nazionale. Il rafforzamento del dialogo tra i costituenti dell'Ilo darà vita alla piattaforma del Forum, un sistema di comunicazione immediato e di facile accesso per garantire un confronto a tutto campo attraverso lo scambio continuo, rapido e diretto di informazioni, opinioni ed esperienze.
I quattro pilastri del lavoro dignitoso. Secondo l'Ilo il lavoro dignitoso si esprime attraverso quattro obiettivi strategici: promozione dell'occupazione; protezione sociale; dialogo sociale e tripartitismo; principi e diritti fondamentali nel lavoro. "Questi obiettivi sono inseparabili, interconnessi, e il mancato raggiungimento di uno di essi pregiudicherà la realizzazione degli altri", sottolinea l'Organizzazione. "La parità di genere e la non discriminazione vanno considerati come tematiche di fondo per il conseguimento degli obiettivi". Anche il direttore generale dell'Ilo Juan Somavia, sottolinea l'importanza di proseguire su questa strada. "Lavorando insieme a tutti coloro che condividono le aspirazioni espresse nella Dichiarazione, potremo creare un'effettiva convergenza tra le politiche nazionali e internazionali che conduca ad una globalizzazione giusta e a un maggiore accesso al lavoro dignitoso per tutte le donne e gli uomini nel mondo", afferma. "Tutti noi possiamo unire i nostri sforzi affinché ciò divenga realtà e lavorare per un maggiore rispetto della dignità umana e per la prosperità globale, al fine di rispondere ai bisogni e alle speranze delle persone, delle famiglie e delle comunità del mondo intero".(

DISABILITA' INTELLETTIVA: IN AUMENTO I DISTURBI PSICHIATRICI

 
 
 
manicomioNel corso del primo anno di sorveglianza sono 343 le nuove diagnosi in 22 Centri di Salute Mentale

L'INDAGINE - L'Istituto Superiore della Sanità ha recentemente condotto un indagine sulle patologie psichiatriche nel territorio associata al progetto Sorveglianza Epidemiologica integrata in Salute Mentale (SEME).
Al progetto SEME prendono parte 22 Centri di Salute Mentale sparsi sul territorio, per tracciare un profilo generale degli utenti di questo servizio.
Nel corso del primo anno di sorveglianza i CSM della rete, hanno segnalato via web al centro di coordinamento dell'ISS, 343 nuove diagnosi di cui il 42% riguardano disturbi psicotici (schizofrenia, disturbo schizofreniforme, disturbo schizoaffettivo, disturbo delirante), il 30% disturbi bipolari, il 19% episodi depressivi maggiori con sintomi psicotici o con recenti tentativi di suicidio, e il 9% anoressie nervose.

Dai dati è possibile tracciare un profilo statistico di chi si rivolge al servizio di Salute Mentale: età media 37 anni, sia istruiti che poco scolarizzati, quasi sempre in difficoltà economiche da moderate  gravi.
Tra la comparsa dei primi sintomi e la presa in carico da parte dei servizi di salute mentali pubblici passano circa 4 anni, un tempo decisamente lungo.

LA MALATTIA - I disturbi mentali sono considerati uno dei più gravi problemi della salute pubblica, e una delle maggiori fonti da carico assistenziale (e costi) per il Servizio Sanitario Nazionale.
L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha recentemente raccomandato di raccogliere e analizzare dati epidemiologici nazionali circa questi disturbi, la loro diffusione e i fattori psicosociali ad essi associati. Grazie all'elaborazione di questi dati sarà possibile rispondere in maniera più efficace ai bisogni di salute della popolazione e migliorare la qualità delle cure.

IL PROGETTO - SEME (Sorveglianza Epidemiologica integrata in Salute Mentale) è il primo progetto in Italia atto alla sperimentazione di un sistema informativo che consentirà il monitoraggio nel tempo dei casi di disturbi mentali gravi che si rivolgono ai centri territoriali.
Per la prima volta vengono raccolte informazioni relative ai pazienti con una procedura diagnostica standardizzata, con particolare attenzione alla storia clinica del paziente, alla comparsa dei primi sintomi e alla modalità di approdo ai servizi territoriali.



INFO:
Istituto Superiore di Sanità
Viale Regina Elena 299
00161 - Roma
Telefono: 06 4990 2950
Fax: 06 49 38 71 54