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lunedì 17 gennaio 2011

LEA E NOMENCLATORE TARIFFARIO: STIAMO ANCORA ASPETTANDO


leggeL’ultima proroga del Governo doveva garantire l’approvazione entro novembre 2010

L’aggiornamento dei LEA e del Nomenclatore tariffario tardano ancora. Sei mesi fa sembrava essere giunto il tanto atteso momento, ma in effetti stiamo ancora aspettando che i nostri rappresentanti politici trovino il tempo di occuparsi dell’annosa questione.

I LEA - I Livelli Essenziali di Assistenza rappresentano in sostanza l’offerta dei servizi e delle prestazioni erogabili dal Ssn a tutti i cittadini, gratuitamente o previo pagamento di una somma standardizzata (ticket). Non disporre di una regolamentazione precisa e aggiornata riguardo queste prestazioni è alquanto rischioso per tutte le persone che di queste prestazioni non possono fare a meno. I Lea sono stati definiti con il Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001 “Definizione dei Livelli essenziali di assistenza”, entrato in vigore il 23 febbraio 2002.
Il mancato aggiornamento del Nomenclatore Tariffario aggrava di fatto la situazione, visto che per ottenere ausili e protesi adatte alle proprie esigenze spesso i cittadini devono compiere salti mortali. Sono inoltre moltissime le nuove applicazioni tecnologiche che possono migliorare la vita delle persone disabili, che però non sono inscritte nell’elenco del Nomenclatore e dunque devono essere acquistate direttamente dai diretti interessati. Naturalmente nella maggioranza dei casi i disabili non sono in grado di sostenere questa spesa, e si devono accontentare di ciò che  “passa il convento”.

LA STORIA RECENTE - Da anni attendiamo la ridefinizione dei Lea, che escludono dalle prestazioni sanitarie gratuite troppi cittadini, in particolare coloro che necessitano di assistenza specializzata 24 ore su 24, di particolari ausili per la comunicazione o di prestazioni straordinarie in genere.

Si cominciò a parlare quotidianamente di rinnovo dei Lea nel 2008, dopo l’interpellanza urgente di 30 deputati, prima firmataria Farina Coscioni, per chiedere al Governo “Quanti mesi o anni i cittadini, i malati e i disabili, dopo aver aspettato dieci anni il rinnovo del nomenclatore delle protesi e degli ausili, debbano ancora aspettare per vedere rispettati i loro diritti costituzionali in materia di salute”. Il Governo delegò  la risposta al Sottosegretario di Stato per l’istruzione, l’università e la ricerca che chiese prima dell’approvazione dei nuovi Lea un confronto con le Regioni per valutare tutta la complessità delle questioni poste.
Passato più di un anno, nel novembre del 2009 Salvatore Usala, Giorgio Pinna e Mauro Serra, Claudio Sabelli, malati di Sla, entrarono in sciopero della fame  per denunciare la loro situazione al limite della disperazione, senza aiuti economici adeguati e l’assistenza di cui hanno  diritto. A fianco a loro si schierò Farina Coscioni, con l’obiettivo di rendere noto l’effettivo utilizzo dei finanziamenti stanziati nel 2007 e 2008 per ausili di nuova generazione, rendere  operativa l’approvazione della nuova versione dell’assistenza protesica del nuovo Nomenclatore e adottare le linee guida cui le Regioni si conformano nell’assicurare un’assistenza domiciliare adeguata per i soggetti malati di sclerosi laterale amiotrofica.
Nei mesi successivi si susseguirono proteste e scioperi della fame, fino alla mozione del 10 dicembre 2009 firmata da 75 deputati di maggioranza e opposizione, per chiedere al Governo di rispettare gli impegni presi.
Nel giugno del 2010 il Ministro Fazio dichiarò che quanto di competenza del suo ministero, ed in particolare l’intesa realizzatasi nella Conferenza Stato- Regioni, era stata completato nel febbraio di quest’anno e che la bozza di Dpcm di revisione dei Lea, con nuove disposizioni rispetto alla versione licenziata dal Ministro Turco era ormai pronta.
Il 1 luglio 2010, dopo un mese di inutile attesa, 34 deputati hanno presentato un interpellanza urgente per capire cosa ostacolasse l’approvazione dei nuovi Lea. Il governo, dopo varie vicissitudini, si impegna ad emanare il decreto sui Lea entro settembre.  A novembre, visto il mancato rinnovo, il Governo promette l’ennesima proroga, fissata per la fine di novembre 2010, ma noi stiamo ancora aspettando.

COSA OSTACOLA IL RINNOVO DEI LEA? – Si tratta, lo sappiamo bene tutti, di una questione economica. La garanzia di servizi e assistenza ha un costo che può variare molto a seconda del bacino territoriale di riferimento, dei fattori produttivi, delle infrastrutture e di molti altri fattori. 
Stando a uno studio del 2010  il finanziamento dei livelli essenziali di assistenza sociale può contare su circa 49 miliardi di euro, di cui 42 gestiti dallo Stato. Voci di bilancio sono poi il cofinanziamento degli utenti (2 miliardi di euro) e il finanziamento indiretto (detrazioni e deduzioni fiscali, circa 11 miliardi di euro).
Si stima che attualmente i comuni italiani siano in grado di erogare per l’assistenza in media 111 euro pro-capite, con delle enormi sproporzioni tra il sud e il nord. 
La legge 42/2009 prevede che la prima fase del “federalismo fiscale” sia impegnata a riequilibrare le capacità territoriali di risposta, estremamente diverse tra loro. Il sistema di perequazione previsto dal federalismo dovrebbe farsi carico dello sforzo di riequilibrio. Il problema reale è che solo un 10-15% delle risorse destinate ai Lea sono gestite direttamente dagli enti locali, mentre il restante 90% è gestito in forma di trasferimenti monetari.

QUANTO COSTA L’ASSISTENZA? - La spesa pubblica per long-term care (assistenza di lungo periodo rivolta alle persone non autosufficienti) corrisponde a circa 27 miliardi di euro, ed è composta principalmente dai servizi per l’assistenza sanitaria e i trasferimento monetari per indennità di accompagnamento.  Il problema potrebbe essere la dispersione e la mancata efficacia dell’erogazione dei trasferimenti monetari diretti, a scapito  della “prestazione sociale” vista come il risultato di un processo di produzione professionale: meglio il pasto a domicilio garantito che qualche euro in più di indennità di accompagnamento.

Fonte dei dati:
Bezze, Vecchiato, Livelli essenziali di assistenza sociale: finanziamento, costi, equità distributiva, Studi Zancan 6/2010.

Per approfondire:

NOMENCLATORE TARIFFARIO E AUSILI

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