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sabato 27 novembre 2010

DISLESSIA: LE BASI SONO BIOLOGICHE E GENETICHE

dislessiaUn progetto europeo per migliorare la vita delle persone dislessiche

Uno studio del Trust Center for Human Genetics dell'Università di Oxford ha dimostrato il legame genetico tra la predominanza manuale e la capacità di lettura.

LA NOVITA' - In passato è stato dimostrato che persone che hanno riportato danni all'emisfero cerebrale sinistro presentano delle difficoltà nell'ambito del linguaggio. Molti ricercatori avevano inoltre teorizzato che la predisposizione della popolazione ad utilizzare la mano destra fosse ascrivibile all'evoluzione del linguaggio, presupponendo che esistesse un legame tra la predilezione per l'uso della mano, i disordini dello sviluppo del linguaggio e l'autismo.

Le persone che usano la mano destra sono molto più numerose dei mancini perché è la parte sinistra del cervello a controllare la parte destra del corpo, e viceversa. Questo è quanto ci dicono gli esperti, secondo i quali la parte sinistra del cervello ha un ruolo predominante sulle funzioni motorie e sul funzionamento del linguaggio.

Questo nuovo studio dimostra invece l'esistenza di un legame genetico tra la predominanza manuale, l'asimmetria cerebrale e la capacità di lettura. Per giungere a questo risultato è stata effettuata una mappatura genetica su un campione di bambini affetti da dislessia, scoprendo una variante del gene denominato Pcsk6 e collegato alla predominanza manuale nei bambini affetti da questo disturbo dell'apprendimento.

LO STUDIO - Analizzando un campione composto da 192 persone (senza legami di parentela) con difficoltà di lettura, gli scienziati hanno scoperto che coloro che presentavano una nuova variante del gene Pcsk6 avevano una capacità più spiccata ad utilizzare la mano destra rispetto ai soggetti privi di questa variante. I ricercatori riconoscono che il prodotto proteico del gene Pcsk6 interagisce con la proteina Nodal che a sua volta ha un ruolo essenziale nella formazione della simmetria sinistra-destra nei primi stadi dello sviluppo embrionale. Le varianti del gene Pcsk6 potrebbero contribuire, secondo i ricercatori, allo sviluppo preliminare del sistema sinistra-destra nell'embrione, ripercuotendosi poi sullo sviluppo della asimmetria cerebrale e dunque sulla predominanza manuale.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Human Molecular Genetics ed è stato parzialmente finanziato dal progetto Neurodys, Dyslexia genes and neurobiological pathways, che ha ricevuto più di 3 milioni di euro in riferimento all'area tematica "Scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute" del Sesto programma quadro volto ad analizzare i fattori biologici che sono alla base della dislessia.

IL PROGETTO - Neurodys è nato per fare chiarezza sulla base biologica dello sviluppo della dislessia, e in generale della disabilità specifica della lettura. La dislessia, disturbo dell'apprendimento che colpisce il 5% della popolazione scolastica, pare avere delle ampie basi biologiche.
Neurodys collega quindici tra i più importanti gruppi di ricerca e i medici di nove Paesi diversi, occupandosi delle lingue europee più comuni e dei 2,5 milioni di ragazzi dislessici in età scolare. Si tratta di un progetto multicentrico e pluridisciplinare che ricerca le basi biologiche della dislessia a tre differenti livelli: genetico, ambientale e neuro scientifico.

Si tratta di un progetto davvero ambizioso che, coadiuvato da alcuni importanti progetti nazionali, arriverà a creare la più grande banca dati biologica sulla dislessia in tutto il mondo. Un progetto come questo facilita enormemente la comprensione della dislessia, fornendo una base scientifica per una più efficace diagnosi e il trattamento mirato.

Ricordiamo che in Italia gli studenti con disturbi dell'apprendimento, circa 350 mila, sono tutelati dalla legge, che garantisce loro una didattica personalizzata e una completa integrazione scolastica.


Per info:

NEURODYS

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