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mercoledì 13 ottobre 2010

DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO: IL SI ALLA LEGGE È DEFINITIVO

Approvata all'unanimità dal Senato la legge che tutela gli studenti affetti da DSA
Finalmente una svolta per i 350mila bambini e ragazzi dislessici che vanno a scuola, e complessivamente per il milione e mezzo di italiani, anche adulti, affetti da disturbi specifici dell'apprendimento: il Parlamento ha detto il sì definitivo alla legge sui DSA.

Ne avevamo parlato qualche tempo fa, prima dell'estate, e v
i raccontavamo come la commissione Istruzione e Cultura della Camera avesse finalmente pronto il testo di legge da presentare al Parlamento, dopo che la discussione era iniziata nel giugno 2007. Il testo definitivo, realizzato e modificato anche sulla base delle indicazioni dell'Associazione Italiana Dislessia e dell'Albo degli Psicologi, restava così in attesa del voto definitivo del Senato, ora finalmente è arrivato.

Fino ad oggi le scuole non erano obbligate ad intervenire anche se un alunno manifestava questi problemi. Tutto era a carico dei genitori. Adesso la scuola diventa parte integrante della diagnosi e della cura di questi disturbi.

La legge prevede didattica personalizzata, l'uso di strumenti compensativi (personal computer, calcolatore), nonché facilitazioni specifiche per gli esami anche universitari e per lo studio delle lingue straniere. I genitori di alunni della scuola primaria con tali disturbi, la cui diagnosi è riservata al Servizio sanitario nazionale, potranno usufruire di permessi di orario flessibile sul lavoro per assistere meglio i loro figli nelle attività scolastiche. La legge prevede infine una specifica formazione per i docenti, per il riconoscimento tempestivo di queste patologie e per l'applicazione di didattiche riabilitative. Gli insegnanti dovranno essere consapevoli del fatto che per valutare, in modo giusto e corretto, gli alunni dislessici e con disturbi di apprendimento servono criteri differenti: come per esempio, compiti più brevi, privilegio delle interrogazioni orali rispetto alle verifiche scritte, attenzione al contenuto dei temi più che agli errori ortografici, o alla capacità di risolvere un problema più che alla conoscenza mnemonica delle tabelline.

"Una diagnosi precoce e una formazione specifica per gli insegnanti - ha commentato soddisfatta la senatrice Pd Vittoria Franco, prima firmataria della proposta di legge -
consentiranno un intervento più efficace per evitare l'isolamento dei bambini e per permettere loro un sereno e proficuo inserimento nel mondo della scuola e nell'attività quotidiana".Grande soddisfazione anche da parte di Rosabianca Leo, presidente dell'Associazione italiana dislessia (Aid) che ha affermato "Stiamo già lavorando con il ministero dell'Istruzione, di cui abbiamo apprezzato la volontà di affrontare il problema, in merito alle linee guida sulla legge. Certo è che siamo solo all'inizio di un percorso che dovrà essere avviato con le scuole, soprattutto sul tema della formazione dei dirigenti scolastici e le strutture del Servizio sanitario nazionale".

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