Cerca nel blog

lunedì 11 ottobre 2010

Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro. Le istituzioni: "Mai abbassare la guardia"

cartello sulla sicurezza nei cantieriTanti i messaggi del mondo politico e istituzionale in occasione della cerimonia promossa dall'Anmil. Il presidente Napolitano "La sicurezza è un valore primario". Per il ministro Sacconi bisogna accelerare l'applicazione del Testo unico e aumentare i controlli. Fini: "Gli infortuni un fenomeno sociale inaccettabile: ferma e condivisa la volontà di cambiare le cose". Sartori: "Resta ancora tanto da fare, ma tanto è stato già fatto"


MODENA - Gli infortuni sui luoghi sul lavoro sono in costante diminuzione, ma non bisogna abbassare la guardia perché la tutela della salute dei lavoratori rappresenta un valore cardine della società. È questo il monito lanciato ieri dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ieri a Modena in occasione della Giornata nazionale degli invalidi del lavoro promossa dall'Anmil. "Nonostante i progressi che hanno contribuito a contenere il grave fenomeno ", ha detto il Capo dello Stato, da sempre molto sensibile al tema, "continuano purtroppo a registrarsi ogni giorno infortuni sul lavoro, troppo spesso mortali, anche a causa di inammissibili superficialità e gravi negligenze nel garantire la sicurezza dei lavoratori". Secondo Napolitano bisogna, quindi, andare avanti con la prevenzione perché "l'incolumità e la salute dei lavoratori costituiscono valori primari per la società e la loro tutela è interesse non solo del singolo lavoratore, ma di tutta la collettività". "Dobbiamo perseguire con impegno - ha esortato il presidente della Repubblica - una politica sistematica e continua di prevenzione e promozione della salute nei luoghi di lavoro, ispirata a una cultura della legalità e sicurezza e basata su una costante e forte vigilanza, sul rispetto delle norme e delle condizioni di lavoro".
Sacconi: "Dare piena attuazione al Testo Unico". Alla celebrazione ha partecipato anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che ha indicato nell'applicazione delle regole e nell'aumento dei controlli, la strada maestra per contrastare il fenomeno. "Come prima cosa bisogna accelerare la piena attuazione del nuovo Testo unico sulla salute e la sicurezza dei lavoratori, sia attraverso aspetti regolatori che con interventi di formazione, informazione, prevenzione e vigilanza", ha detto. Sul fronte della vigilanza il ministro ha, invece, annunciato un impegno maggiore dei carabinieri nel contrasto al lavoro nero. "Abbiamo fatto un accordo con l'Arma dei carabinieri che, insieme alla Guardia di Finanza e all'Agenzia delle entrate, servirà innanzitutto per combattere il lavoro totalmente sommerso, fortemente rischioso per la salute dei lavoratori", ha spiegato. "Il rapporto sarà soprattutto legato alle ispezioni e volto a integrare le nostre capacità con quelle dell'Arma, i loro servizi territoriali e le stazioni che si trovano anche nei piccoli centri". Sacconi ha poi ribadito l'importanza a livello istituzionale della formazione di un polo unico che si occupi del fenomeno degli incidenti. "Fondendo nell'Inail altri due enti abbiamo creato un unico ente per la sicurezza dei lavoratori che deve, fra le altre cose, assistere le imprese nelle tecniche della prevenzione, oltre che concorrere alla formazione e all'assistenza delle vittime". Il ministro ha riconosciuto, su questo tema, anche il ruolo dell'Anmil: "È un partner fondamentale, specifico per un grande programma da attuare nelle scuole insieme all'Inail, senza dimenticare l'importante rete di servizi che mette a disposizione delle vittime degli incidenti sul lavoro".
Fini: "Restituire al lavoro il valore fondante della Carta costituzionale". Anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha voluto inviare un messaggio in occasione della giornata, in cui ha definito "inaccetabile" il fenomeno degli incidenti. "Le statistiche riguardanti gli infortuni lavorativi, pur evidenziando una tendenziale flessione, descrivono un fenomeno sociale che permane grave ed inaccettabile e che richiede una ferma e condivisa volontà di cambiare le cose, di elaborare proposte efficaci e di adottare misure preventive e di controllo, atte ad aumentare significativamente la sicurezza sul lavoro", ha sottolineato Fini. "Una società più felice e più giusta capace di assicurare a ciascun cittadino condizioni di vita rispettose della sua dignità trova, nella sicurezza sul lavoro, un cardine necessario e ineludibile. Non si tratta di migliorare la qualità della vita di ognuno di noi, si tratta anche di restituire al lavoro il valore fondante che la Carta Costituzionale gli riconosce, la sua giusta funzione di strumento attraverso il quale l'uomo può maturare ed esprimere le sue capacità più apprezzabili e meritevoli". La salute e la sicurezza sul lavoro, ha ribadito Fini, è dunque una priorità sociale che va affrontata con l'impegno di tutti, istituzioni, imprenditori, stampa e società civile, nella consapevolezza che la sua effettiva tutela costituisce un inequivocabile attestato di civiltà e di progresso".
Sartori: "Seppure molto resti ancora da fare, tanto è stato fatto". "I dati relativi agli incidenti e alle malattie professionali del 2009 confermano che il sistema lavoro ha investito in sicurezza, ma ancora non basta", ha ricordato il presidente dell'Inail esprimendo, in questo modo, grande fiducia riguardo le potenzialità del nuovo Polo per la salute e la sicurezza. "A mio parere - ha detto - si tratta di una fondamentale opportunità di sviluppo per il sistema Welfare che lascia all'Inail un ruolo di primo piano non solo in campo assicurativo, ma in tutte le fasi della sicurezza sul lavoro".
Bettoni: "Intervenire su vigilanza, formazione e informazione". Infine, il presidente dell'Anmil, Franco Bettoni, ha voluto sottolineare la gravità del fenomeno infortunistico, nei confronti del quale deve essere esercitata un'attenzione continua e costante. "I numeri continuano a essere impressionanti e occorre sempre tenere alta la guardia intervenendo sul piano della vigilanza, della formazione e dell'informazione'', ha detto, citando i dati Inail 2009 che hanno registrato 790mila gli infortuni sul lavoro, di cui 1050 mortali.

Nessun commento: